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Remote Working: 6 ragioni per farlo e 6 ragioni per non farlo

Remote Working: 6 ragioni per farlo e 6 per non farlo

Ilaria di Giuseppe
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Remote Working: 6 ragioni per farlo e 6 ragioni per non farlo

Remote Working: 6 ragioni per farlo e 6 per non farlo

Settembre 3 •
Lettura in 4 min

Il concetto di remote working non è nuovo, perché diffuso da parecchio sia in Italia sia all’estero. Tuttavia, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una notevole impennata della sua diffusione e anche i più scettici si sono ricreduti sull’efficacia di questa modalità lavorativa.

Gli studiosi pensano che ormai non si torni più indietro e che il lavoro a distanza si stia rivelando la normalità. La famosa agenzia di recruiting inglese Hays, ad esempio, ha pubblicato un rapporto nel quale evidenzia la poca probabilità di un ritorno alla formula classica, caratterizzata dalla fascia oraria 9-17 e dalla presenza in ufficio. Lo studio nasce con l’obiettivo di raccogliere informazioni su come i diversi gruppi di età percepiscono il futuro del lavoro e quali condizioni si aspettano.

Le nostre abitudini sono cambiate e i lavoratori avanzano nuove richieste. La formula maggiormente apprezzata pare sia quella mista: ovvero ripartire il lavoro tra ufficio e casa. Questo ibridismo permetterebbe di mantenere i vantaggi del remoto ma, allo stesso tempo, evitare quei rischi che vi si celano all’interno.

Vantaggi del Remote Working

Vediamo allora 6 ragioni per cui vale la pena lavorare da remoto.

Ecco i vantaggi del remote working
6 vantaggi del remote working

1. Risparmio Economico

Non è necessario trasferirsi e recarsi in ufficio, perché si possono svolgere le mansioni direttamente da casa. Questo significa che c’è un grande risparmio di denaro sia in riferimento agli affitti sia agli abbonamenti dei mezzi.

2. Risparmio di tempo

Quante volte la sveglia suona ma non riusciamo a svegliarci? Tante. Col remote working hai la possibilità di abbattere le tempistiche, guadagnando il tempo sprecato per recarti in sede. Ottimizzi i tempi e, allo stesso tempo, diminuisci lo stress causato da traffico ed eventuali ritardi.

3. Lavorare all’estero da casa tua

Un grande vantaggio risiede nella possibilità di allargare i tuoi orizzonti lavorativi. Non è impossibile essere assunti da un’azienda estera rimanendo a casa tua. Il lavoro oggi non è più locale, ma dislocato: puoi lavorare in qualsiasi parte del mondo con una copertura internet e un computer.

4. Riduzione impatto ambientale

Lavorare da casa implica un vantaggio sociale per tutta la collettività. È un lusso di pochi, infatti, recarsi in ufficio a piedi o in bici. Ogni mattina si prende la macchina, o un mezzo pubblico, per andare a lavoro. Uno stile di vita basato sul remote permettere di ridurre l’inquinamento e abbracciare le nuove filosofie ecosostenibili.

5. Maggiore autonomia e nuova responsabilità

L’orario di ufficio classico 9-17 non esiste più. Si lavora per obiettivi e sei tu a gestirti. Non è facile sapersi organizzare da soli, trovare un nuovo equilibrio e non perdersi, ma è molto gratificante una volta capito il meccanismo. Questo nuovo modo di lavorare permette alle persone di avere maggiore libertà, autonomia e una responsabilità diversa.

6. Rete di colleghi eterogenei

La dislocazione del remote working permette la creazione di una rete di dipendenti molto eterogenea, persone provenienti da diverse località che si uniscono per uno scopo comune, condividendo le loro esperienze.

Svantaggi del Remote Working

Iniziare un nuovo lavoro totalmente da remoto non è semplice. Dei rischi ci sono. Ecco le 6 ragioni per non lavorare da remoto.

Ecco Gli svantaggi del Remote Working
6 svantaggi del Remote Working

1.Isolamento

Recarsi in ufficio può essere un’occasione di socialità ed evasione. Stare troppo tempo in casa, infatti, rende nervosi e soprattutto ci priva di momenti per alcuni indispensabili, come la pausa caffè in compagnia.

2. Confine tra lavoro e tempo libero

Abbiamo detto che lavorare da remoto implica una maggiore responsabilità. Alcuni potrebbero avere difficoltà ad orientarsi, non riuscendo più a dividere lavoro e tempo libero. Se non esiste un orario classico, a che ora termino? Il rischio, dunque, è quello di sovraccaricarsi e lavorare molto di più rispetto all’ufficio. È il “workaholism”, la dipendenza dal lavoro.

3. Difficoltà tecniche

Ormai quasi tutti disponiamo di un computer e una rete internet. Tuttavia, in molte parti d’Italia la connessione non è ancora ottimale, e questo porterebbe il lavoratore ad avere problematiche nello svolgere tutte le sue mansioni da casa.

4. Sedentarietà

Subentrano anche dei problemi fisici. Il rischio, infatti, è restare tutto il giorno seduti sulla scrivania. Recarsi in ufficio era una occasione per muoversi e compiere quei passi giornalieri indispensabili per restare in salute e condurre uno stile di vita sano.

5. Mancanza di competenze digitali

Implementare il remote working significa digitalizzarsi. Per le aziende non è stata una traslazione facile perché sono necessari degli investimenti e delle attenzioni nuove. I dipendenti, a loro volta, sono tenuti a saper utilizzare le nuove metodologie e a rimanere al passo con i tempi.

6. Gestione degli spazi

Per un lavoratore single forse la questione è più facile. Ma, se hai figli piccoli e una casa con spazi ridotti trovare la concentrazione può diventare molto difficile.

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